Internet per combattere il caro-libri

Torna su internet l’iniziativa del Codacons per combattere il caro-libri: collegandosi al sito “Libri gratis” (www.codacons.net/librigratis) gli studenti hanno la possibilità di comunicare, anche se non si conoscono e sono distanti tra loro, scambiando o regalando libri di testo usati.

Negli anni passati l’iniziativa del Codacons ha trovato l’opposizione delle case editrici: la Mondadori e l’Associazione italiana editori, in particolare, hanno inviato delle diffide all’associazione. Ma secondo l’associazione la procedura di scambio dei libri di testo tramite internet sarebbe avallata anche dalle direttive più recenti che regolano la materia su cui è intervenuto anche il Miur, con la circolare n. 16 del 10.02.09, nella quale è stato specificato che “gli studenti accedono ai testi disponibili tramite internet, gratuitamente o dietro pagamento a seconda dei casi previsti dalla normativa vigente”.

Intermezzi Editore e i “lettori volontari”: conversazione con Chiara Fattori

“Intermezzi editore cerca lettori” era il titolo di un annuncio che qualche mese fa circolò su diversi social network. Come non incuriosirsi? In un mondo, quello editoriale, che gioca tutto sulla caccia agli scrittori, un editore che cercava lettori spuntava come una perla rara.

“Il lettore che cerchiamo deve essere un lettore “forte”, assiduo, che ami i libri e le storie raccontate e che soprattutto ami parlarne. Il lettore che vogliamo deve essere opinion leader, deve avere l’abitudine di consigliare libri, invogliarne e sollecitarne l’acquisto e la lettura”, recitava il testo.
I cinquanta prescelti avrebbero ricevuto in omaggio due testi della casa editrice e in cambio (ma senza obblighi di sorta) si sarebbero impegnati a recensirli sul proprio blog, sul social network Anobii o ovunque ne avessero avuto voglia. Si trattava di diffonderli, scambiarli… metterli, insomma, “in rete”.
Concluso l’esperimento, facciamo il punto con l’editor Chiara Fattori.

Come è nata l’idea dei cinquanta lettori?

Per una piccola e nuova casa editrice come la nostra è molto difficile farsi conoscere, avere spazi nei canali di promozione tradizionali (la stampa, la televisione, la radio) e nelle librerie, abbiamo quindi pensato di rivolgerci a dei lettori che fossero anche opinion leader e quindi oltre a leggere i nostri libri ne parlassero e li consigliassero.

Quattro mesi dopo: qual è il feedback, vostro e dei lettori?

L’esperienza è stata molto positiva: i lettori hanno risposto con entusiasmo, hanno parlato sulla rete dei libri letti, hanno anche aperto dei ring di lettura e dei book-crossing. Abbiamo avuto modo di incontrare alcuni lettori che sono venuti a trovarci al nostro stand al Salone del Libro e di far incontrare, sempre nella stessa occasione, i lettori con gli autori, e sicuramente anche lo scambio “fisico” di idee e impressioni è stato molto utile.

Concludiamo con un anticipo sulle proposte editoriali di Intermezzi per settembre.

A metà settembre uscirà La prigione di Ojeda di Martín Murphy, il racconto kafkiano di un impiegato scialbo e abitudinario che di fronte ad un cambiamento reagisce rinchiudendosi in una sorta di autoreclusione psichica, rovinando qualsiasi rapporto con il mondo esterno. L’autore è un giovane giornalista argentino, nel suo paese questo suo primo romanzo ha vinto il prestigioso “Premio de Novela Breve Juan Rulfo”.

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Stroncare un libro: a colloquio con Seia Montanelli

Giornalista culturale ma soprattutto stroncatrice inarrestabile di casi letterari montati ad hoc, cattive traduzioni e brutti libri in genere: Seia Montanelli è il terrore di scrittori ed editori a cui riserva implacabilmente le sue sarcastiche bacchettate. Lo fa dalle pagine del Corriere Nazionale e di Stilos, di cui è collaboratrice fissa, ma anche dal suo blog (http://seiamontanelli.diludovico.it/) e dalla sua “controlibreria” (http://www.anobii.com/seiamontanelli/books) su Anobii, il più famoso social network per bibliofili.

Seia, svelaci le regole della perfetta “stangata”.

Prima di tutto una regola imprescindibile: aver letto davvero il libro di cui si scrive, e nel caso di una stroncatura, averlo letto anche due volte. Sembrerà un’ovvietà, ma non lo è se si ha un po’ di familiarità con le pagine culturali italiane.

Poi forse è più utile parlare di come non deve essere “la stangata”.

Innanzitutto non deve essere astiosa: non si stronca “qualcuno” ma il suo libro, mai scendere sul personale, mai distrarre il discorso dal testo (al massimo esaminare il contesto) e scegliere accuratamente le parole, senza ricorrere a offese, insinuazioni, osservazioni gratuite. Cinismo, ironia e intelligenza sono l’armamentario base del perfetto stroncatore. Mai ridurre tutto a una mera questione di gusto personale, la stroncatura deve contenere dati d’incontrovertibile verità, anche se inevitabilmente parziale, visto che solo il tempo consacra o sbugiarda un libro.

Poi: la “stangata perfetta” non può essere facile. Che senso ha stroncare i romanzi di Fedrico Moccia o di Fabio Volo (che verrebbero in tal modo, anche legittimati in quanto opere letterarie che non sono)? O prendersela con i best-sellers da spiaggia o i fast-book che si bruciano nel tempo di una seduta dal parrucchiere? I loro autori nemmeno aspirano alla gloria letteraria e se i lettori comprano in massa i loro libri hanno ragione loro.

In definitiva, l’obiettivo della “stangata perfetta” deve essere un libro “pericoloso”, che non è semplicemente brutto, ma che implichi problemi criticamente rilevanti: la stroncatura serve a stigmatizzare un certo tipo di scrittura, di malcostume culturale, una tendenza deleteria per l’editoria tutta.

Ti è mai capitato che qualcuno si offendesse? Come hai reagito? Viceversa, ti è mai capitato che un autore dotato di particolare humour ti chiedesse una stroncatura?

Ho ricevuto moltissime e-mail risentite naturalmente: l’autocritica non è una dote molto diffusa tra gli autori italiani, in particolare tra esordienti e scrittori poco affermati o talentuosi, possiamo tranquillamente dire che la capacità di accettare una stroncatura ben argomentata ed evidentemente non pretestuosa, è inversamente proporzionale alla fama o alle capacità scrittorie del soggetto stroncato, è quasi un assioma matematico.

Mi sono persino arrivate e-mail (o commenti sul blog) da parte dei lettori di scrittori stroncati: alcuni hanno le groupies (senza distinzione di sesso) come le rockstar, e guai a toccare il loro beniamino. In queste occasioni non ho potuto fare a meno di rigirare il coltello nelle piaghe aperte della loro arroganza.

In alcuni casi invece con alcuni scrittori siamo diventati amici proprio in seguito al rapporto nato da una stroncatura, e ben tre volte le stroncature mi sono state addirittura sollecitate: ma persone così intelligenti o piene di spirito sono poche, e quando le trovi te le tieni care, anche continuando a stroncarli se se lo meritano. E ora mi viene in mente una quarta regola per il manuale della “stangata perfetta”: non si fanno sconti a nessuno. Uno stroncatore serio non ha genitori, figli, coniugi, amanti, amici, vicini di casa, datori di lavoro.

E se qualcuno stroncasse te come stroncatrice, con eleganza e garbo, come reagiresti?

Mi è già capitato naturalmente, mai non con eleganza e garbo, però. Conoscendomi direi che reagirei comunque come faccio sempre, ricorrendo all’ironia e senza prendermi troppo sul serio. Se lo stroncatore venisse meno alle regole fondamentali prima enunciate però, sarei costretta a stroncare lo stroncatore della stroncatrice…

“Nisida come parco letterario”: conversazione con Maria Franco

Nisida come parco letterarioNella tradizione omerica era occupata dalle sirene che ammaliarono Ulisse, in epoca romana fu abitata da importanti aristocratici, in seguito vi sorse un castello poi caposaldo della difesa di Napoli. È Nisida: isola dell’arcipelago delle Flegree ma in realtà quasi un protrarsi del quartiere Bagnoli, soprattutto da alcuni decenni, da quando cioè un pontile in pietra la lega alla terraferma. Nel 1934 accanto al presidio aeronautico fu inaugurato un carcere minorile. Con i ragazzi del carcere hanno lavorato molti nomi illustri, tra cui Eduardo De Filippo che dedicò a Nisida gli ultimi anni della sua vita.
Nel solco di questa tradizione si pone l’instancabile opera di Maria Franco, coordinatrice dei docenti e docente a sua volta della struttura scolastica del carcere nonché anima del progetto “Nisida come parco letterario” e curatrice di una raccolta, “Racconti per Nisida”, con la prefazione di Dacia Maraini e i contributi di diversi autori.

Maria, come è nato e come si è sviluppato il progetto che ha portato al libro?

Il progetto è nato da un precedente lavoro che ci aveva permesso di verificare come, nei secoli, autori famosi, da Omero a Cervantes a Dumas, siano stati affascinati dall’isola e ne abbiano scritto, talvolta immaginandola come una bella donna: “la dama Nisida”. Ogni scrittore ha incontrato più volte i ragazzi, che sono stati i primi lettori e critici di ogni racconto. Il percorso che portato alla pubblicazione dei “Racconti per Nisida” ha costituito anche la trama di un fotoromanzo “Se cambia il finale”.

In che modo e in che percentuale i ragazzi sono stati coinvolti nell’incontro con gli scrittori?

Ha partecipato al progetto circa un terzo degli ospiti dell’istituto. Ragazze hanno dialogato con gli autori, scritto le loro osservazioni dopo ogni incontro, letto in classe parti di libri degli autori partecipanti al progetto – per esempio, è stato letto e commentato integralmente Piano Forte di Patrizia Rinaldi – analizzato i singoli racconti scritti per noi. Le loro considerazioni sono diventate la trama del fotoromanzo.

È previsto un bis per l’anno 2010/2011?

L’idea sarebbe quella di un “Romanzo dei ragazzi di Nisida”, frutto di una sorta di “scuola di scrittura” che permetta un lavoro comune tra i ragazzi e alcuni degli scrittori che hanno già collaborato con noi. Ma è ancora da verificare la disponibilità di un finanziamento ministeriale che renda tale ipotesi attuabile.

Il libro:
Racconti per Nisida
Prefazione di Dacia Maraini, curatela di Maria Franco, Guida Editore (edizione fuori commercio).

Gli autori: Riccardo Brun, Benedetta De Flaco, Maurizio De Giovanni, Antonella Del Giudice, Maria Franco, Mario Gelardi, Giusi Marchetta, Tjuna Notarbartolo, Antonella Ossorio, Fabio Pagliarini, Angela Procaccini, Luigi Pingitore, Patrizia Rinaldi e Nando Vitale.

signorinalewis

Il blog di Maria Franco: http://treconchiglie.splinder.com/

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