ARCHIVIO di Interviste

Astoria: spazio alle scrittrici

Stella Gibbons con “La fattoria delle magre consolazioni”, Marina Morpurgo con “Sono pazza di te (ma fino a un certo punto)”, Frances H. Burnett con “Un matrimonio inglese” e Charlotte Perkins Gilman con “La governante e alotri problemi domestici”: sono i quattro titoli con cui la casa editrice Astoria ha inaugurato il suo catalogo sbarcando allegramente nelle librerie a fine ottobre.

Letteratura classica e contemporanea deliziosamente al femminile, lieve ma mai frivola e soprattutto ironica, pungente e anticonvenzionale senza paura di essere demodé.
Ne parliamo con il direttore editoriale, Monica Randi.

1) Come nasce la vostra casa editrice? Ci incuriosiscono le vostre prime scelte di catalogo.
Astoria nasce da alcune considerazioni. Le donne scrittrici sono sempre e comunque peggio pubblicate, e quindi era interessante l’idea di trovare uno spazio editoriale. Inoltre, dopo essermi occupata per anni di narrativa straniera contemporanea, ero un po’ stufa del tono sempre pesantemente drammatico delle storie contemporanee, come se ormai la realtà potesse essere rappresentata solo dalla tragedia. Non è così, e soprattutto non è stato così negli anni passati. L’ironia accompagnata da cultura e intelligenza riesce a rappresentare il mondo di ieri (molto simile in tanti aspetti a quello di oggi) con uguale se non con maggiore efficacia della tragedia, perché il sorriso consente al lettore di guardare la realtà con maggior distacco e quindi con maggiore comprensione.

2) Un team tutto al femminile per una casa editrice che nei suoi primi quattro titoli annovera soltanto autrici donne. Pubblicherete anche qualche uomo o è una scelta ben precisa?
Certamente pubblicheremo anche uomini. Non amo i ghetti, di nessun genere.

3) Progetti per il futuro e prossime uscite.
La premessa è che le pubblicazioni non saranno numerosissime, circa 12/14 l’anno. Questo sia per poter curare bene i libri sia per effettuare delle scelte editoriali oculate.
Le prossime uscite del 2011 saranno la riproposta di un’autrice inglese, morta da poco, dotata di un senso dell’umorismo molto nero e straordinariamente capace di descrivere le problematiche individuali. Si tratta di Beryl Bainbridge.
Su un versante più leggero, invece, pubblicheremo M.C.Beaton, una singolare “giallista” inglese che ha inventato il personaggio di Agatha Raisin, ex-PR cinquantenne dal pessimo carattere che lascia Londra e si trasferisce in campagna per seguire un sogno infantile. Da sempre senza amici, vuole a tutti i costi inserirsi nella nuova comunità e ciò la porterà a fare cose pericolose. E divertenti.

www.astoriaedizioni.it

signorinalewis

Filippo Tuena dirige Tusitala, una nuova collana per l’editore Nutrimenti

Tusitala è il nome con cui gli indigeni della Samoa chiamavano lo scrittore Robert Louis Stevenson. È anche il nome di una nuova collana dell’editore Nutrimenti, diretta dallo scrittore e editor Filippo Tuena.

Tre i primi titoli in catalogo: Il giardino dei versi, proprio di Stevenson, Diari antartici, di Ernest Shackleton e La zattera della Medusa, di Johnathan Miles. Tre titoli molto diversi ma tutti, in qualche modo, legati a un’idea di viaggio ed esplorazione. Facciamo qualche domanda a Filippo Tuena.

1) Raccontaci quando e come è nata l’idea di Tusitala.
L’anno scorso la casa editrice Nutrimenti mi ha chiesto di collaborare con loro, impiantando una collana “aperta”. Ho suggerito libri che ho amato come lettore e che rispecchiano più le passioni di un lettore che le strategie di un direttore editoriale.

2) Prima di essere un editor sei stato (e sei) uno scrittore. Come sappiamo dal tuo libro, molto divertente, Manualetto pratico a uso dello scrittore esordiente (uscito recentemente per i tipi di Mattioli 1885), conosci bene i tic e le nevrosi degli autori e, immagino, la loro eterna lotta con editor e editori. Da quale parte della barricata ti senti più a tuo agio?
Certamente, il coinvolgimento emotivo maggiore si ha quando si pubblica un proprio libro, soprattutto se di narrativa (con la saggistica si è un po’ meno coinvolti). E’ una bella esperienza trovarsi, come tu dici, dall’altra parte della barricata. S’impara a essere più tollerante, ad avere uno sguardo più ampio, più panoramico. A considerare l’insuccesso non come un affronto personale ma come un’eventualità che bisogna essere in grado di sopportare. Un po’ di sano fatalismo non guasta nelle qualità che dovrebbero far grande uno scrittore. Lo si apprende facendo l’editore.

3) Parlaci brevemente delle prossime uscite della collana.
A marzo uscirà il quarto volume, The turk di Tom Standage. La storia di un famoso automa scacchista che sfidò le corti europee (Maria Teresa d’Austria, Napoleone) e che approdò negli Stati Uniti dove Edgar Allan Poe lo vide esibirsi nel 1836 a Philadelphia. Scrisse un famoso articolo di giornale per smascherare il trucco (l’automa nascondeva un uomo). In appendice al libro ritradurremo il pezzo di Poe. E’ una storia affascinante: inganni, astuzie, dabbenaggine.

signorinalewis

Nel cemento. Conversazione con Mascia Di Marco

Nel cemento di Mascia Di MarcoLa provincia asfittica, il disincanto di una figlia sulle tracce della storia paterna, il volto dell’usura e del malcostume. L’esordio di Mascia Di Marco (Nel cemento, Fernandel editore, in libreria in questi giorni) attraverso una storia coinvolgente che alterna intimismo e denuncia ci porta dritto al cuore del malcostume italiano. Ne parliamo con l’autrice.

Mascia, anche se hai già pubblicato diversi racconti, Nel cemento è il tuo primo romanzo. Raccontaci il tuo percorso di autrice esordiente, dalla scrittura del libro alla ricerca dell’editore giusto fino a questi giorni immediatamente successivi alla pubblicazione.

La stesura di un romanzo d’esordio è un’esperienza unica: un percorso formativo necessario e a volte faticoso, dove per la prima volta si comprendono a fondo le difficoltà tecniche, stilistiche e narrative che compongono un libro. Con la casa editrice Fernandel avevo già collaborato in passato, ma in generale un editore è giusto quando crede nell’autore e nel suo lavoro, soprattutto se si tratta di un esordiente.

Nel tuo libro parli di usura. Era un tema scottante fino a qualche tempo fa, adesso invece sembra che non vada più “di moda” eppure, in realtà, il problema non è sopito. Da dove viene e come hai coltivato il tuo interesse per l’argomento?

I dati sul fenomeno dell’usura in Italia indicano le regioni del sud come quelle più a rischio. In particolare l’Abruzzo, che è una piccola regione ma fa parte di quelle dove il problema è più sentito, anche se sommerso. Capita che siano coinvolti anche enti di credito privati come alcune banche e finanziarie, che tutelano i loro interessi approfittando di un materiale legislativo secondo me scarso o confuso. L’interesse è nato da qui, anche se la mia rimane una storia legata alla finzione e all’amore per la narrativa.

A Vasto, dove vivi, sei direttrice artistica del festival “Book and wine”, una vivace rassegna eno-letteraria: facci un bilancio delle prime edizioni e qualche anticipazione sulla prossima.

Il “Book and Wine”, quest’anno alla seconda edizione, ha avuto un successo inaspettato di pubblico e critica, sicuramente anche complici la scelta di un luogo suggestivo come il Palazzo d’Avalos e quella di abbinare le presentazioni alle degustazioni di vini locali. Una delle idee per l’anno prossimo è quella di un piccolo premio con pubblicazione per i giovani autori locali, un lavoro che stiamo seguendo in questo periodo con il progetto di creatività giovanile curato dal comune di Vasto.

signorinalewis