ARCHIVIO di Libri e Musica

FASHION:BOX – antologia iconografica sui classici della moda

Il ritratto senza tempo della moda che ha definito lo stile.

Dopo il successo internazionale delle 80.000 copie di Fotobox, il secondo volume della collana sbarca in Inghilterra, Stati Uniti, Germania, Spagna e Giappone con un primo lancio di 38.000 copie

FASHIONBOXFashion Box è l’antologia iconografica sui classici della moda e sulle dive che li hanno resi celebri. L’incontro tra Celebrities e moda: due mondi che, insieme, hanno plasmato il costume, i comportamenti e il modo di interpretare l’abbigliamento, a partire dagli anni ’30. Stile e icone sono due parole indissolubilmente legate.

Ogni capo di ogni guardaroba ha da sempre avuto la sua musa.
Audrey Hepburn, il sinuoso rigore del tubino nero; Catherine Hepburn, l’universale classe della camicia bianca; Rita Hayworth, la sensuale eleganza dell’abito da sera, Twiggy, la forza rivoluzionaria della minigonna, la provocante allure della guêpière nelle interpretazioni estreme di Madonna e Carla Bruni, Marilyn Monroe in jeans e le T-Shirt bianche di Jane Birkin e Patti Smith.

Scatti d’autore e frame cinematografici indimenticabili: nel gioco di questi due elementi, la sintesi è l’immagine. L’immagine fonda il mito e ne scandisce l’evoluzione. Sedici capi e sedici icone per un viaggio fotografico nel mondo della moda. Tubino Nero, Camicia Bianca, Jeans, Tailleur, Bikini, Dolce Vita, Hot Pants, Longuette, T-Shirt, Trench, Minigonna, Twin Set, Androgino, Guêpière, Capri Pants, Abito da sera.

Antonio Mancinelli è caporedattore di “Marie Claire”. Ha collaborato per numerose testate giornalistiche tra cui “Vogue”, “Max”, “Maxim”, “Elle”, “Marie Claire Maison”, “Vanity Fair Italia”. Ha pubblicato Moda! (2006) e Antonio Marras (2006). È titolare della cattedra di Analisi del Sistema Moda presso la Domus Academy e tiene seminari in numerose università italiane tra cui: il Politecnico dell’Università di Milano, iulm, l’Università “La Sapienza”, “lumsa” di Roma, il dams di Bologna, Image Investment e l’Istituto Europeo di Design.

FASHION:BOX

17 x 22 cm
480 pagine
460 foto a colori e in b/n
Rilegato con chiusura magnetica su un lato
€ 28,00

«Io non seguo la moda, faccio la moda.»

Tamara de Lempick


Gianni Giansanti

Il libro Gianni Giansanti è la prima opera completa che percorre il lavoro di una vita del grande fotogiornalista italiano scomparso recentemente.

Nessuno come questo straordinario fotografo romano è stato in grado di alternare fotografia di reportage sociale a cronaca, ritratti intensi a scenari politici, viaggi in terre lontane e storie di una quotidianità spicciola a noi vicina. Gianni Giansanti è il catalogo della mostra Umanità, una retrospettiva a cura di Chiara Mariani e Ada Masella dedicata al fotografo che ha raccontato trent’anni di storia internazionale. Umanità è in programma al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano dal 23 settembre al 14 novembre 2010. Il libro sarà presentato in anteprima nell’ambito dell’inaugurazione della mostra prevista per mercoledì 22 settembre alle 19:00. Il volume è diviso in tre sezioni che corrispondono ai grandi temi affrontati da Giansanti: ll nostro tempo/Cronaca, Protagonisti e Altrove. Il corpo di Moro riverso nel bagagliaio della Renault 4 appena trovata in via Caetani a Roma nel 1978, una delle fotografie che più ha segnato il nostro passato, è di Gianni Giansanti. Il papa Giovanni Paolo II, ritratto in esclusiva da Giansanti in tanti momenti della sua vita quotidiana, mentre prega, mentre lavora seduto al suo tavolo, mentre viaggia, mentre va incontro a uno dei suoi tanto amati bagni di folla.

I reportage intensi e colorati di un’Africa problematica e affascinante che Giansanti registrava con tutta la curiosità, la delicatezza e l’interesse sincero di un grande fotogiornalista. Il libro raccoglie per la prima volta il meglio della sua lunga e varia produzione, senza trascurare i numerosi ritratti del mondo della politica, della cultura e delle icone dello sport.

Intermezzi Editore e i “lettori volontari”: conversazione con Chiara Fattori

“Intermezzi editore cerca lettori” era il titolo di un annuncio che qualche mese fa circolò su diversi social network. Come non incuriosirsi? In un mondo, quello editoriale, che gioca tutto sulla caccia agli scrittori, un editore che cercava lettori spuntava come una perla rara.

“Il lettore che cerchiamo deve essere un lettore “forte”, assiduo, che ami i libri e le storie raccontate e che soprattutto ami parlarne. Il lettore che vogliamo deve essere opinion leader, deve avere l’abitudine di consigliare libri, invogliarne e sollecitarne l’acquisto e la lettura”, recitava il testo.
I cinquanta prescelti avrebbero ricevuto in omaggio due testi della casa editrice e in cambio (ma senza obblighi di sorta) si sarebbero impegnati a recensirli sul proprio blog, sul social network Anobii o ovunque ne avessero avuto voglia. Si trattava di diffonderli, scambiarli… metterli, insomma, “in rete”.
Concluso l’esperimento, facciamo il punto con l’editor Chiara Fattori.

Come è nata l’idea dei cinquanta lettori?

Per una piccola e nuova casa editrice come la nostra è molto difficile farsi conoscere, avere spazi nei canali di promozione tradizionali (la stampa, la televisione, la radio) e nelle librerie, abbiamo quindi pensato di rivolgerci a dei lettori che fossero anche opinion leader e quindi oltre a leggere i nostri libri ne parlassero e li consigliassero.

Quattro mesi dopo: qual è il feedback, vostro e dei lettori?

L’esperienza è stata molto positiva: i lettori hanno risposto con entusiasmo, hanno parlato sulla rete dei libri letti, hanno anche aperto dei ring di lettura e dei book-crossing. Abbiamo avuto modo di incontrare alcuni lettori che sono venuti a trovarci al nostro stand al Salone del Libro e di far incontrare, sempre nella stessa occasione, i lettori con gli autori, e sicuramente anche lo scambio “fisico” di idee e impressioni è stato molto utile.

Concludiamo con un anticipo sulle proposte editoriali di Intermezzi per settembre.

A metà settembre uscirà La prigione di Ojeda di Martín Murphy, il racconto kafkiano di un impiegato scialbo e abitudinario che di fronte ad un cambiamento reagisce rinchiudendosi in una sorta di autoreclusione psichica, rovinando qualsiasi rapporto con il mondo esterno. L’autore è un giovane giornalista argentino, nel suo paese questo suo primo romanzo ha vinto il prestigioso “Premio de Novela Breve Juan Rulfo”.

signorinalewis