ARCHIVIO di Thriller

Remo Bassini, Bastardo posto, Perdisa Pop

Piccola città, bastardo posto” cantava Francesco Guccini nel 1972 celebrando la sua Pavana con pennellate di nostalgia. Di malinconia invece non c’è traccia nel nuovo romanzo di Remo Bassini che omaggia nel titolo la strofa gucciniana. Nella desolata e dolente cittadina dove in cinque serratissime notti si svolgono i fatti narrati, tutto accade in un’atmosfera torbida che non lascia spazio a sentimentalismi e la dice lunga sugli aspetti sepolti e terribili della provincia italiana. Fin dalla prime pagine Limara, giornalista del quotidiano locale, si ritrova a dover fronteggiare Filippo Tuddia, misterioso uomo della malavita dall’identità labile e leggendaria. Limara non è un eroe, al contrario Bassini ci consegna un personaggio pieno di umanità, un fragile coacervo di contraddizioni, pavido e disperato al tempo stesso, che apre gli occhi suo malgrado in una rete di potere e corruzione che non lascia respiro. Eppure è a lui che ci aggrappiamo, pagina dopo pagina, per cercare un po’ di luce nel buio di fatti di cronaca da districare: la misteriosa scomparsa di quattro cadaveri risalente al decennio prima, un prete quasi santo con qualche scheletro nell’armadio, lo strano incidente di una donna ritenuta pazza e l’aria rarefatta di un negozio di cappelli ormai abbandonato dalla cui vetrina si può ancora vedere un vecchio manichino. Paolo Limara si ferma spesso sotto i portici a guardarlo negli occhi, quel manichino, e in certe notti di pioggia e rimorsi non sa dire chi dei due sia più umano, se lui o quel corpo di plastica.

Dopo Dicono di Clelia, Lo scommettitore e La donna che parlava con i morti torna, con Bastardo posto (nell’interessante collana Perdisa Pop diretta da Luigi Bernardi) la voce inconfondibile di Bassini, un autore che ha la capacità rara, per citare nuovamente Guccini, di “scavare dentro alle nostre miserie” per raccontarcene i lati più sgradevoli e oscuri. Una voce singolare e unica nel panorama dei giallisti italiani.

signorinalewis

Un biglietto per l’aldila

Anche Andrea Mingardi, cantautore, interprete e bluesman, si cimenta con il legal thriller, ne nasce: “Un biglietto per l’aldila”, 530 pagine, edizioni Pendragon.

E’ l’altra faccia della mia luna”, ha detto il cantautore, spiegando che nel libro la verità, come nella migliore tradizione, viene a galla nell’ultima pagina.
Fondatore della nazionale cantanti e una breve esperienza politica alle spalle, Mingardi è al suo quarto libro dopo “Benessum”, “Socc’mel” e “Permette un ballo, signorina”.

Ken Follett: Il terzo gemello

Ken FolletOggi vi segnaliamo un libro che fa parte della letteratura inglese. L’autore è Ken Follett, scrittore famoso per aver creato delle vere opere d’arte come i Pilastri della terra. In questo caso il libro narra la storia di una ricercatrice, Jeanne Ferrami, incaricata di condurre uno studio sui gemelli per conto di una università. La donna vuole capire se due gemelli separati alla nascita e sistemati in ambienti differenti possano presentare delle somiglianze nel carattere, nei gusti e nel comportamento.

La storia inizia con un giovane teppista che appicca un incendio all’interno di un campus e costringe tutti i ragazzi a scappare praticamente seminudi. Una di queste ragazze non riesce a liberarsi e il teppista approfitta di lei.

Poco tempo dopo Jeannie convoca per i suoi studi sui gemelli separati un ragazzo molto bello, simpatico e intelligente di nome Steve, al quale la famiglia ha fornito un’ottima educazione. Il suo gemello è invece un disadattato che passa la sua vita tra un carcere e l’altro. Jeannie comincia a frequentarlo anche fuori dal lavoro ma, per una serie di coincidenze, il ragazzo viene sottoposto ad un confronto con altri ricercati per individuare il teppista incendiario e la ragazza stuprata individua in Steve il suo assalitore.
La trama prosegue su questo racconto, fino ad arrivare a una rivelazione inquietate: la presenza di un terzo gemello.

Il terzo gemello