Milano è una selva oscura

Milano è una selva oscuraUn libro forse riservato ai lettori milanesi, magari non giovanissimi perché in parte è scritto in dialetto non sempre facilissimo da comprendere. Questo volume racconta di un tempo che sembra ieri, ma che ormai pare ancora più lontano, quasi fosse una favola. Eppure sarebbe peccato non leggerlo, non solo per la forza poetica delle sue pagine, ma anche per il piacere di ritrovarvi il nostro recentissimo passato di paese contadino, provincialotto e forse un po’ meno male di quello odierno.

In particolare l’autrice ci racconta di Milano, città dei Navigli, della mala e delle case di ringhiera non ancora ristrutturate, dei mestieri di un tempo: arrotino, carbonaio, straccivendolo e ombrellaio e dei lussi presenti dentro le belle case e nei locali più alla moda di quel periodo.
Protagonista della lunga escursione attraverso la città è un anziano barbone che, negli anni ‘70 dalla mattina alla sera, cammina senza sosta esplorando vie e piazze, sottopassi e ferrovie incrociando amici e colleghi disgraziati come lui o anche peggio. La narrazione rievoca la sua vita sfortunata che un poco alla volta, sfortuna dopo sfortuna, lo ha trasformato da libraio in vagabondo.

Un vagabondo che non mendica, però, perché grazie ai tanti libri che ha letto racconta storie a chi le vuol sentire in cambio di una moneta. E non a caso si è scelto per soprannome Dante, come lui costretto a errare per anni nelle selve oscure raccontando storie per sopravvivere.

Laura Pariani, “Milano è una selva oscura”, pp. 179, 19 euro, Einaudi, 2010.

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