L’uomo che cammina di Jiro Taniguchi

La poesia non è solo quella in versi, spesso incomprensibili se non per brevi lampi di intuizione, impossibile da penetrare con la ragione, da sentire con l’anima, riconoscendo in sé sprazzi di luce che si riflettono sulla pagina. La poesia è nell’intenzione, prima che nello strumento prescelto per dirla o almeno mostrarla, ché dire non sempre si può. È anche nel tratto di un fumetto. Almeno in quelli di Jiro Taniguchi, riconosciuto maestro del disegno giapponese che ha illustrato e talvolta anche scritto alcune delle storie più belle, lievi e significative del panorama dei manga e del graphic novel. È così che forse potremmo definire L’uomo che cammina, un testo che il maestro ha illustrato ideandone anche il racconto.
È quanto recita anche la copertina dell’edizione italiana edita da Panini Comics, “Romanz a fumetti”. Raccoglie una serie di brevi storie apparse su Morning Party tra il 1990 e il 1991. La delicatezza del tratto si coglie subito sin dalla copertina, eccezionalmente a colori. Le tavole invece, incredibilmente dettagliate e suggestive, sono tutte in bianco e nero. E raccontano una storia semplice, fatta di impressioni fugaci, quotidiane, all’apparenza banali, ma intrise di poesia, quella poesia semplice alla portata di tutti noi, nelle nostre solite giornate, se solo non fossimo così terribilmente e costantemente di fretta.
L’uomo che cammina invece non ha fretta. È un signore tranquillo che attraversa la città e i suoi quartieri pieni di vicoletti, i sobborghi con i loro canali e i loro giardini, la campagna giapponese, si spinge fino al mare per restituirgli una conchiglia ritrovata dal suo cane, Neve, nel giardino sul retro della casa. L’uomo che cammina è senza nome ma ha una chiara identità. Guarda il mondo attraverso il filtro della lentezza, una modalità di vita.

Sullo sfondo altra gente s’affretta, i treni corrono e sferragliano, lui cammina, lento e pronto a cogliere la poesia di ogni piccolo dettaglio che si offre a tutti ma sfugge agli occhi di chi non si sofferma, concedendosi il piacere di una passeggiata sotto la pioggia, di una nuotata in una piscina scoperta deserta, di bighellonare per vicoli e parchi. Insieme al proprio cane oppure da solo, accompagnato dalla fiducia, eppure ogni volta colto da infantile stupore, che dietro l’angolo si cela una sorpresa, sotto un albero un tappeto di fiori e una storia lontana, per scoprire che osservare il mondo è un’esperienza da non perdere, neanche in nome della sovrana fretta che governa la nostra vita.
Assaporare questo piccolo gioiello è come ritrovare il tempo della lentezza e diventare lui, l’uomo che cammina, condividendone il gusto per le piccole cose. Chiuso il volume, ci vuole una passeggiata. A piedi, occhi bene aperti e sensi pronti.
L’uomo che cammina – Jiro Taniguchi
Panini Comics
Planet Manga
Traduzione di Laura Moretti e Ernesto Cellie
Adattamento e lettering di Monica Rossi
Edizione italiana a cura di Alessandra Marchionni
