Nel cemento. Conversazione con Mascia Di Marco
La provincia asfittica, il disincanto di una figlia sulle tracce della storia paterna, il volto dell’usura e del malcostume. L’esordio di Mascia Di Marco (Nel cemento, Fernandel editore, in libreria in questi giorni) attraverso una storia coinvolgente che alterna intimismo e denuncia ci porta dritto al cuore del malcostume italiano. Ne parliamo con l’autrice.
Mascia, anche se hai già pubblicato diversi racconti, Nel cemento è il tuo primo romanzo. Raccontaci il tuo percorso di autrice esordiente, dalla scrittura del libro alla ricerca dell’editore giusto fino a questi giorni immediatamente successivi alla pubblicazione.
La stesura di un romanzo d’esordio è un’esperienza unica: un percorso formativo necessario e a volte faticoso, dove per la prima volta si comprendono a fondo le difficoltà tecniche, stilistiche e narrative che compongono un libro. Con la casa editrice Fernandel avevo già collaborato in passato, ma in generale un editore è giusto quando crede nell’autore e nel suo lavoro, soprattutto se si tratta di un esordiente.
Nel tuo libro parli di usura. Era un tema scottante fino a qualche tempo fa, adesso invece sembra che non vada più “di moda” eppure, in realtà, il problema non è sopito. Da dove viene e come hai coltivato il tuo interesse per l’argomento?
I dati sul fenomeno dell’usura in Italia indicano le regioni del sud come quelle più a rischio. In particolare l’Abruzzo, che è una piccola regione ma fa parte di quelle dove il problema è più sentito, anche se sommerso. Capita che siano coinvolti anche enti di credito privati come alcune banche e finanziarie, che tutelano i loro interessi approfittando di un materiale legislativo secondo me scarso o confuso. L’interesse è nato da qui, anche se la mia rimane una storia legata alla finzione e all’amore per la narrativa.
A Vasto, dove vivi, sei direttrice artistica del festival “Book and wine”, una vivace rassegna eno-letteraria: facci un bilancio delle prime edizioni e qualche anticipazione sulla prossima.
Il “Book and Wine”, quest’anno alla seconda edizione, ha avuto un successo inaspettato di pubblico e critica, sicuramente anche complici la scelta di un luogo suggestivo come il Palazzo d’Avalos e quella di abbinare le presentazioni alle degustazioni di vini locali. Una delle idee per l’anno prossimo è quella di un piccolo premio con pubblicazione per i giovani autori locali, un lavoro che stiamo seguendo in questo periodo con il progetto di creatività giovanile curato dal comune di Vasto.
signorinalewis
La scrittura fa parte di una mia idea di vita “poetica”, o letteraria in senso più ampio, assieme ad altre cose: la lettura, la traduzione, i viaggi… Ho iniziato a scrivere a undici anni e vent’anni dopo una scelta di miei testi è stata pubblicata dalla rivista “Galleria”, all’epoca diretta da Leonardo Sciascia. Poi ho vinto la sezione inediti del “Premio Montale” con la silloge L’alba a piazza Navona, pubblicata nel 1992 nell’antologia 7 poeti del Premio Montale. Ma ho impiegato altri dieci anni per elaborare il primo libro di poesia: Divisori orientali che nel 2003 ha vinto il “Premio Alfonso Gatto – Opera Prima”. Quindi, tutto con lentezza e coi piedi di piombo fin dopo i quarant’anni. Con timore e il massimo rispetto per la poesia, mescolandola a esperienze di lavoro e di vita. Fino a giungere al sesto libro di poesia: Il fiume nel mare (2010,