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Internet per combattere il caro-libri

Torna su internet l’iniziativa del Codacons per combattere il caro-libri: collegandosi al sito “Libri gratis” (www.codacons.net/librigratis) gli studenti hanno la possibilità di comunicare, anche se non si conoscono e sono distanti tra loro, scambiando o regalando libri di testo usati.

Negli anni passati l’iniziativa del Codacons ha trovato l’opposizione delle case editrici: la Mondadori e l’Associazione italiana editori, in particolare, hanno inviato delle diffide all’associazione. Ma secondo l’associazione la procedura di scambio dei libri di testo tramite internet sarebbe avallata anche dalle direttive più recenti che regolano la materia su cui è intervenuto anche il Miur, con la circolare n. 16 del 10.02.09, nella quale è stato specificato che “gli studenti accedono ai testi disponibili tramite internet, gratuitamente o dietro pagamento a seconda dei casi previsti dalla normativa vigente”.

Stroncare un libro: a colloquio con Seia Montanelli

Giornalista culturale ma soprattutto stroncatrice inarrestabile di casi letterari montati ad hoc, cattive traduzioni e brutti libri in genere: Seia Montanelli è il terrore di scrittori ed editori a cui riserva implacabilmente le sue sarcastiche bacchettate. Lo fa dalle pagine del Corriere Nazionale e di Stilos, di cui è collaboratrice fissa, ma anche dal suo blog (http://seiamontanelli.diludovico.it/) e dalla sua “controlibreria” (http://www.anobii.com/seiamontanelli/books) su Anobii, il più famoso social network per bibliofili.

Seia, svelaci le regole della perfetta “stangata”.

Prima di tutto una regola imprescindibile: aver letto davvero il libro di cui si scrive, e nel caso di una stroncatura, averlo letto anche due volte. Sembrerà un’ovvietà, ma non lo è se si ha un po’ di familiarità con le pagine culturali italiane.

Poi forse è più utile parlare di come non deve essere “la stangata”.

Innanzitutto non deve essere astiosa: non si stronca “qualcuno” ma il suo libro, mai scendere sul personale, mai distrarre il discorso dal testo (al massimo esaminare il contesto) e scegliere accuratamente le parole, senza ricorrere a offese, insinuazioni, osservazioni gratuite. Cinismo, ironia e intelligenza sono l’armamentario base del perfetto stroncatore. Mai ridurre tutto a una mera questione di gusto personale, la stroncatura deve contenere dati d’incontrovertibile verità, anche se inevitabilmente parziale, visto che solo il tempo consacra o sbugiarda un libro.

Poi: la “stangata perfetta” non può essere facile. Che senso ha stroncare i romanzi di Fedrico Moccia o di Fabio Volo (che verrebbero in tal modo, anche legittimati in quanto opere letterarie che non sono)? O prendersela con i best-sellers da spiaggia o i fast-book che si bruciano nel tempo di una seduta dal parrucchiere? I loro autori nemmeno aspirano alla gloria letteraria e se i lettori comprano in massa i loro libri hanno ragione loro.

In definitiva, l’obiettivo della “stangata perfetta” deve essere un libro “pericoloso”, che non è semplicemente brutto, ma che implichi problemi criticamente rilevanti: la stroncatura serve a stigmatizzare un certo tipo di scrittura, di malcostume culturale, una tendenza deleteria per l’editoria tutta.

Ti è mai capitato che qualcuno si offendesse? Come hai reagito? Viceversa, ti è mai capitato che un autore dotato di particolare humour ti chiedesse una stroncatura?

Ho ricevuto moltissime e-mail risentite naturalmente: l’autocritica non è una dote molto diffusa tra gli autori italiani, in particolare tra esordienti e scrittori poco affermati o talentuosi, possiamo tranquillamente dire che la capacità di accettare una stroncatura ben argomentata ed evidentemente non pretestuosa, è inversamente proporzionale alla fama o alle capacità scrittorie del soggetto stroncato, è quasi un assioma matematico.

Mi sono persino arrivate e-mail (o commenti sul blog) da parte dei lettori di scrittori stroncati: alcuni hanno le groupies (senza distinzione di sesso) come le rockstar, e guai a toccare il loro beniamino. In queste occasioni non ho potuto fare a meno di rigirare il coltello nelle piaghe aperte della loro arroganza.

In alcuni casi invece con alcuni scrittori siamo diventati amici proprio in seguito al rapporto nato da una stroncatura, e ben tre volte le stroncature mi sono state addirittura sollecitate: ma persone così intelligenti o piene di spirito sono poche, e quando le trovi te le tieni care, anche continuando a stroncarli se se lo meritano. E ora mi viene in mente una quarta regola per il manuale della “stangata perfetta”: non si fanno sconti a nessuno. Uno stroncatore serio non ha genitori, figli, coniugi, amanti, amici, vicini di casa, datori di lavoro.

E se qualcuno stroncasse te come stroncatrice, con eleganza e garbo, come reagiresti?

Mi è già capitato naturalmente, mai non con eleganza e garbo, però. Conoscendomi direi che reagirei comunque come faccio sempre, ricorrendo all’ironia e senza prendermi troppo sul serio. Se lo stroncatore venisse meno alle regole fondamentali prima enunciate però, sarei costretta a stroncare lo stroncatore della stroncatrice…

È nata una star?, di Nick Hornby, Guanda

È nata una star?E se scoprissi che tuo figlio è un pornoattore? Succede alla cinquantenne Lynn, mamma e moglie tranquilla, il giorno in cui una vicina di casa impicciona le lascia nella buca delle lettere un bigliettino e una videocassetta. Lynn non riesce a credere che quel bel ragazzo in copertina sia proprio suo figlio Mark, ventenne senza alcun talento e senza alcuna dote. O almeno così lo avrebbe definito prima di scoprire, guardando il film incriminato, che una dote non indifferente la natura gliel’ha regalata… Ed ecco sopraggiungere un nuovo tarlo: quella particolare caratteristica fisica è un’eredità? E in questo caso, visto che sicuramente Mark non assomiglia a suo padre, bisognerà risalire a suo nonno? Lynn si ritrova così a dover pensare non più a uno, ma a due argomenti imbarazzanti: la sessualità di suo figlio e quella dei suoi genitori.

Non sorprende, visto l’argomento, che si rida parecchio. A sorprendere ancora una volta sono invece la densità e la leggerezza con cui Nick Hornby gioca con gli imbarazzi del quotidiano, con le paure, i sorrisi, i fili tessuti intorno a ogni rapporto, soprattutto quelli familiari, ricchi per antonomasia di equivoci e di non detti.

Solo un appunto per i tipi di Guanda: dieci euro per un racconto così breve, per altro già scritto e pubblicato in Inghilterra nel 2005, è un prezzo esoso anche per i lettori più affezionati di questo amatissimo scrittore inglese.

signorinalewis

Piano forte di Patrizia Rinaldi, Sinnos edizioni

Solo nel mese di maggio si è aggiudicato due fra i più importanti riconoscimenti italiani nell’ambito della narrativa per ragazzi: il premio Mariele Ventre e il premio Elsa Morante. Quali sono gli ingredienti di Piano Forte di Patrizia Rinaldi, edito dalla casa editrice romana  Sinnos, vero e proprio caso editoriale del 2010?

Poiché la musica è anche rumore, tutto comincia con il boato di un crollo. Sotto il tetto di una scuola restano intrappolati un gruppo di ragazzini e un maestro di pianoforte appena più adulto di loro, diciannovenne timido e confuso. Insieme a loro c’è anche Enea, un cane atipico perché privo del fiuto e dell’intuito tipici degli animali. Le dinamiche del gruppo muteranno profondamente nella lotta sotto le macerie, finché a ciascuno non sarà chiara la propria strada da seguire per rivedere la luce.

La storia, splendidamente musicale nella scrittura e nella trama, è un omaggio ai più grandi compositori di sempre, da Bach a Debussy, da Händel a Mozart, e infatti ogni capitolo porta il nome di uno di loro. Non solo: nelle ultime pagine l’autrice ci regala la sua tracklist insieme a una significativa scelta di aforismi.

Un libro che insegna a sognare, a resistere e a crescere, imperdibile per tutti i bambini dai nove ai novantanove anni.

“E rispondi, santo cielo, una volta tanto rispondi e basta. Riusciresti a ingoiare un chilo di pane? (…) Così è la paura. Va spezzata a bocconi, altrimenti non si può mangiare e resta lì tutta intera, ad atterrirti. Coraggio, prendine un pezzo e dalle un morso”.

signorinalewis


Al via oggi il salone del libro di Torino

Al via oggi il salone del libro di Torino, a tagliare il nastro, saranno il presidente della Regione Roberto Cota, il presidente della Provincia Antonio Saitta e il sindaco Sergio Chiamparino, oltre ai vertici della Fondazione per il Libro. A rappresentare il Governo ci sarà il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi.

FIERA DEL LIBRO TORINO

Il tema di quest’anno è la memoria, in tutte le sue sfaccettature con l’aiuto di scrittori, scienziati, intellettuali.
Il Paese ospite d’onore è l’India, presente a Torino con una folta schiera di scrittori. E poi, centinaia di incontri, presentazioni di libri, spettacoli. Per tutti i gusti. Per giovanissimi lettori – dalla prima infanzia all’Università – c’è il Bookstock, un’area del padiglione 5 ampia quattromila metri quadrati.
Fitto il calendario delle iniziative, ideato da Davide Dileo, in arte Boosta, tastierista dei Subsonica, e dall’esperto di letteratura per ragazzi Eros Miari. Tra le novità di quest’anno, la possibilità di visitare il Salone con il proprio iphone. Attraverso l’applicazione LingottoFiere-iPhone, scaricabile gratuitamente, i possessori di questo apparecchio hanno l’opportunità di consultare l’elenco degli espositori e degli eventi e, con la funzione assistente, di personalizzare la visita.


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