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Gianni Giansanti

Il libro Gianni Giansanti è la prima opera completa che percorre il lavoro di una vita del grande fotogiornalista italiano scomparso recentemente.

Nessuno come questo straordinario fotografo romano è stato in grado di alternare fotografia di reportage sociale a cronaca, ritratti intensi a scenari politici, viaggi in terre lontane e storie di una quotidianità spicciola a noi vicina. Gianni Giansanti è il catalogo della mostra Umanità, una retrospettiva a cura di Chiara Mariani e Ada Masella dedicata al fotografo che ha raccontato trent’anni di storia internazionale. Umanità è in programma al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano dal 23 settembre al 14 novembre 2010. Il libro sarà presentato in anteprima nell’ambito dell’inaugurazione della mostra prevista per mercoledì 22 settembre alle 19:00. Il volume è diviso in tre sezioni che corrispondono ai grandi temi affrontati da Giansanti: ll nostro tempo/Cronaca, Protagonisti e Altrove. Il corpo di Moro riverso nel bagagliaio della Renault 4 appena trovata in via Caetani a Roma nel 1978, una delle fotografie che più ha segnato il nostro passato, è di Gianni Giansanti. Il papa Giovanni Paolo II, ritratto in esclusiva da Giansanti in tanti momenti della sua vita quotidiana, mentre prega, mentre lavora seduto al suo tavolo, mentre viaggia, mentre va incontro a uno dei suoi tanto amati bagni di folla.

I reportage intensi e colorati di un’Africa problematica e affascinante che Giansanti registrava con tutta la curiosità, la delicatezza e l’interesse sincero di un grande fotogiornalista. Il libro raccoglie per la prima volta il meglio della sua lunga e varia produzione, senza trascurare i numerosi ritratti del mondo della politica, della cultura e delle icone dello sport.

Milano è una selva oscura

Milano è una selva oscuraUn libro forse riservato ai lettori milanesi, magari non giovanissimi perché in parte è scritto in dialetto non sempre facilissimo da comprendere. Questo volume racconta di un tempo che sembra ieri, ma che ormai pare ancora più lontano, quasi fosse una favola. Eppure sarebbe peccato non leggerlo, non solo per la forza poetica delle sue pagine, ma anche per il piacere di ritrovarvi il nostro recentissimo passato di paese contadino, provincialotto e forse un po’ meno male di quello odierno.

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