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Il cavedio

Potete immaginare un quartetto d’archi che non sia fatto di strumenti e note ma di pagine e parole? La sostanza non è troppo diversa, a dispetto della diversità del mezzo. Sia la musica che la pagina sono capaci di creare armonie, toccare le corde dell’anima e farle risuonare con centinaia di tonalità diverse. Perdonerete la mia scarsa dimestichezza con il linguaggio musicale. Sono più avvezza a quello letterario. Eppure è musica che mi ricorda Il cavedio, romanzo scritto a otto mani e quattro voci. O anche: è un romanzo per otto mani e quattro voci.

Il cavedio

Le voci sono quelle di Floriana Terrasanta e Marta Benvenuti, di Elisa Franzin e Patrizio Zefi. Le mani quelle di Nadia Terranova e Mascia Di Marco, Francesca Bonafini e Patrizia Rinaldi. Le prime sono i personaggi che intrecciano le loro storie e le loro anime nel racconto, le seconde sono le autrici che hanno prestato loro la propria voce, plasmandone l’esistenza ciascuna con il proprio respiro narrativo che li rende vivi, veri, vicini. In molti punti specchi in cui vedere frammenti di sé, averne un po’ paura e nonostante ciò immergersi con loro negli anfratti più bui delle molte curve che l’amore disegna lungo il suo cammino sempre accidentato.

La storia, tre storie che ruotano intorno ad una quarta, è un tetragono amoroso che va oltre il solito triangolo, non solo nella forma ma anche nella sostanza. Il quadrato è anche materia narrativa che trova la sua eco, la sua rappresentazione visuale, proprio nel cavedio, il cortile interno che lascia intravedere il cielo ma che lo intrappola nel contempo.

Patrizio Zefi è il motore che avvia la storia, ma compare dapprincipio solo in absentia o per brevi riflessioni che intervallano i racconti di tre delle donne che hanno costellato il suo cammino. È già morto e guarda il mondo e le donne che lo hanno accompagnato da una prospettiva diversa rispetto a quella degli altri personaggi – rispettivamente la moglie di una vita, un amore giovanile e una giovane amante – che rivedono la loro esistenza allacciata a quella di lui. Lui ripercorre geograficamente la propria vita e i propri amori, fornisce giustificazioni che nessuna potrà più ascoltare e a cui nessuna comunque credeva già più.

Ogni autrice dà anima e corpo ad una donna che si trova idealmente al capezzale dell’uomo che ha amato. In ogni parola, tra tutte le righe, ci sono anima e corpo. Corpo, perché di sangue e carne e lacrime è fatto l’amore, oltre che di stupore e sogni, di abissi e vette. Tutti quelli che hanno palpitato, patito, nutrito, raggiunto i personaggi di questo romanzo corale che sa conservare l’individualità di ogni voce ma trova l’accordo giusto che rende l’insieme tormentata armonia dell’addio.

Il cavedioFrancesca Bonafini, Mascia Di Marco, Patrizia Rinaldi, Nadia Terranova
Fernandel

Sara Mostaccio

San Valentino dei fessi. Perché ti amavo ieri e ti amerò domani

Quando hai trenta e ics anni, come dice Nadia Terranova che apre la raccolta di racconti dedicati a San Valentino, la festa degli innamorati hai imparato a metabolizzarla in qualche modo. Ci sono fondamentalmente due modi per farlo: lasciarsi ingurgitare dal vortice di festeggiamenti sdolcinati che fanno la felicità di chiunque riesca a specularci oppure adottare una sana maschera di cinismo.

Cinici e amari sono i racconti che compongono la raccolta San Valentino dei fessi. Perché ti amavo ieri e ti amerò domani, dedicata a tutti quelli che fin qui non l’hanno mai festeggiato, sono single e arrabbiati, hanno cambiato idea o hanno trovato il modo di viverlo in maniera tutta personale, togliendosi gli occhiali rosa.

Raccontano l’amore in forme diverse da quelle pubblicitarie affrontandone le mille sfaccettature reali, i dolori, le delusioni, la malinconia dei ricordi, la follia, le inevitabili recriminazioni.

Non è solo un libro amaro, tuttavia, ma un libro incredibilmente liberatorio. Finalmente anche chi detesta il trionfo dello zucchero e dei cuoricini in ogni dove può trovare la chiave di lettura che meglio corrisponde al proprio atteggiamento nei confronti di una festa messa in piedi dalla pubblicità e dai negozianti.

Tanti gli spunti di riflessione sull’amore nei 17 racconti all’acido muriatico che prendono di mira quel mentitore di Cupido. In fondo però è il sentimento che ci riempie la vita, anche se talvolta in modi che non ci piacciono per niente. Eppure non sappiano né vogliamo, non sapremmo né vorremmo farne mai a meno e ci prendiamo tutto il pacchetto: baci e mazzate.

Il volume è edito dalla casa editrice 80144 che riserva una chicca ai suoi lettori: alla fine di ogni racconto c’è un codice QR che basta fotografare con uno smartphone per accedere a contenuti multimediali extra. Sarebbe un peccato perdersi il commento dell’autore al proprio racconto.

San Valentino dei fessi. Perché ti amavo ieri e ti amerò domani
AA.VV. – Edizioni 80144 – €10,00

Gli autori sono: Nadia Terranova, Euro Carello, Ferdinando Esposito, Nicola Ingenito, Patrizia Rinaldi, Filippo Kalomenìdis, Mauro Maraschi, Luisa Sagripanti, Michele De Caro, Stof, Raffaella R. Ferré, Chiara Apicella, Marco Marsullo, Michele Martino, Fabrizio Gabrielli, Simone Arminio, Maurizio Antonetti.

Sara Mostaccio