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Dove sono andati a finire i soldi di Kevin Canty

Lo hanno paragonato a Carver, lo hanno definito poeta tra i narratori e anche scrittore per scrittori, ma Kevin Canty prima di qualunque paragone, definizione che incaselli il suo lavoro e limitazione di qualunque sorta è un autore che sa come usare le parole, in economia ma con una precisione quasi chirurgica, lucida, esatta. La sua seconda raccolta di racconti pubblicata da Minimum Fax si intitola Dove sono andati a finire i soldi. Ma ci si chiede, alla fine del libro, dove siano andato a finire anche l’amore.

Dove sono andati a finire i soldi

La chiave interpretativa dell’intera raccolta, che comprende nove racconti brevi, è immediatamente riconoscibile sin dalle prime battute: i protagonisti attraverso i cui occhi – e sentimenti – si colgono le storie sono tutti uomini. Smentita la convenzione secondo cui alle donne spettano certi sentimenti di debolezza, dubbio, paure relative all’amore: qui ad essere fragili e ad ammetterlo con se stessi e spesso anche con gli altri sono loro, gli uomini, che non si trincerano dietro inutili apparenze di forza e solidità, quand’essa è assente o latente.

Gli uomini di queste storie vengono colti sul crinale di una scelta. Fanno i conti con il loro passato, affrontano il loro presente, titubano, si pentono, provano timore nei confronti delle scelte che sono sul punto di fare o che hanno già fatto e di cui devono vivere, patire, in qualche caso risolvere le inevitabili conseguenze.

Affrontano i rapporti a due e quelli a tre (con i figli o con le amanti). Affrontano gli errori. Ne commettono. Si ritraggono e ne commettono un altro. C’è fragilità ma senza sentimentalismi gratuiti. Ci sono anche un pizzico di cinismo e tanta disillusione. I sogni, le speranze, le illusioni sono destinate ad infrangersi contro la dura realtà che non viene nascosta ed edulcorata, ma lucidamente tratteggiata.

I dialoghi sono essenziali, secchi, qualche volta spaventosi nella loro stringata sincerità. E così procede anche la narrazione, che indaga la psicologia umana attraverso l’insolito filtro tutto al maschile ma che non se ne lascia irretire trascinandosi dietro un viluppo di circonvoluzioni prive di evoluzioni. La storia, invece, è tanto più minima quanto più ricca di implicazioni profonde, che avvertiamo per brevi cenni, sentendo con un brivido gli abissi che ne conseguono. A noi la scelta: immergerci nelle inevitabili e spesso dolorose emozioni che comportano oppure lasciare che sedimentino, aprendo spiragli di riflessione su una materia, quella emotiva più viscerale, che prima o dopo a tutti tocca affrontare. Il gioiello della raccolta, tanto spietato quanto perfetto: I sacrificati.

Sara Mostaccio

Dove sono andati a finire i soldiKevin Canty
Traduzione di Simona Garavelli
Minimum Fax

San Valentino dei fessi. Perché ti amavo ieri e ti amerò domani

Quando hai trenta e ics anni, come dice Nadia Terranova che apre la raccolta di racconti dedicati a San Valentino, la festa degli innamorati hai imparato a metabolizzarla in qualche modo. Ci sono fondamentalmente due modi per farlo: lasciarsi ingurgitare dal vortice di festeggiamenti sdolcinati che fanno la felicità di chiunque riesca a specularci oppure adottare una sana maschera di cinismo.

Cinici e amari sono i racconti che compongono la raccolta San Valentino dei fessi. Perché ti amavo ieri e ti amerò domani, dedicata a tutti quelli che fin qui non l’hanno mai festeggiato, sono single e arrabbiati, hanno cambiato idea o hanno trovato il modo di viverlo in maniera tutta personale, togliendosi gli occhiali rosa.

Raccontano l’amore in forme diverse da quelle pubblicitarie affrontandone le mille sfaccettature reali, i dolori, le delusioni, la malinconia dei ricordi, la follia, le inevitabili recriminazioni.

Non è solo un libro amaro, tuttavia, ma un libro incredibilmente liberatorio. Finalmente anche chi detesta il trionfo dello zucchero e dei cuoricini in ogni dove può trovare la chiave di lettura che meglio corrisponde al proprio atteggiamento nei confronti di una festa messa in piedi dalla pubblicità e dai negozianti.

Tanti gli spunti di riflessione sull’amore nei 17 racconti all’acido muriatico che prendono di mira quel mentitore di Cupido. In fondo però è il sentimento che ci riempie la vita, anche se talvolta in modi che non ci piacciono per niente. Eppure non sappiano né vogliamo, non sapremmo né vorremmo farne mai a meno e ci prendiamo tutto il pacchetto: baci e mazzate.

Il volume è edito dalla casa editrice 80144 che riserva una chicca ai suoi lettori: alla fine di ogni racconto c’è un codice QR che basta fotografare con uno smartphone per accedere a contenuti multimediali extra. Sarebbe un peccato perdersi il commento dell’autore al proprio racconto.

San Valentino dei fessi. Perché ti amavo ieri e ti amerò domani
AA.VV. – Edizioni 80144 – €10,00

Gli autori sono: Nadia Terranova, Euro Carello, Ferdinando Esposito, Nicola Ingenito, Patrizia Rinaldi, Filippo Kalomenìdis, Mauro Maraschi, Luisa Sagripanti, Michele De Caro, Stof, Raffaella R. Ferré, Chiara Apicella, Marco Marsullo, Michele Martino, Fabrizio Gabrielli, Simone Arminio, Maurizio Antonetti.

Sara Mostaccio


SAPORE ASPRO D’AMORE

Un libro composito sulle toccanti e angosciose vicende esistenziali di Antonella Flati, dalla primissima infanzia a oggi. Costituito da una conversazione avuta con Lucilio Santoni, che l’ha commentata con preziose riflessioni letterarie e dalla trascrizione di un racconto, fatto da Antonella, tramite facebook alla giornalista Mirella Fanunza. Sia la conversazione che il racconto toccano i nodi principali della travagliata vita di Antonella.

L’abbandono che è stata costretta a subire all’età di un anno e mezzo. La dura vita in collegio. Le adozioni forzate e rifiutate. Una maternità prematura che la riporta nel collegio per ragazze madri. Le difficoltà incontrate nella volontà di ‘ritrovare’ la sua famiglia al posto di quelle avute dai tribunali per affidamento e mai accondiscese. La separazione dai fratelli. Le storie di amori sbagliati. I figli nati da unioni sfortunate e cresciuti in prima persona con lodevole dignità. La riconciliazione con i genitori. Fino al più recente matrimonio, anch’esso finito, con una sua vecchia amica d’infanzia, nel frattempo diventata uomo, con la quale aveva vissuto in collegio per un periodo, quando era bambina. Una situazione unica in Italia, tant’è vero che a suo tempo la notizia riempì le pagine dei giornali suscitando, da una parte, un comprensibile scalpore, dall’altra una profonda riflessione sulla situazione delle unioni “non ortodosse” in Italia. Dibattito che ancora adesso stenta a svilupparsi, assorbiti come siamo dalla radicata tradizione cattolico-ecclesiastica. Senza dubbio un’esperienza esistenziale segnante, che ha investito i lati più profondi e privati della personalità di Antonella, dalla quale ancora una volta ne è uscita responsabilmente. La conversazione guarda i fatti accaduti con spirito critico, ragionando all’infinito sulle cause, i motivi, le scelte. Un approfondimento, fatto soprattutto di domande con poche risposte, che si potrebbe definire poetico, e quindi universale, sulla vicenda esistenziale della protagonista. Per esempio, vi trovano largo spazio la musica e, soprattutto, le parole della musica attraverso le quali Antonella si racconta e che hanno costituito parte essenziale della sua vita interiore. Il racconto, invece, costituisce una puntuale narrazione degli accadimenti maggiori e minori della vita di Antonella, compresi a volte i particolari più intimi.

Una messa a nudo dei sentimenti, ma anche un atto d’accusa verso la società che non sa tutelare i minori e non solo i minori.

SAPORE ASPRO D’AMORE

Autori: Mirella Fanunza, Lucilio Santoni
Data Pubblicazione: Dicembre 2010

www.saporeasprodamore.it
www.marteeditrice.it